Visitatore n° 3541




 

ADRIANA BEVACQUA

Adriana Bevacqua è nata a Genova.
Ha iniziato l'attività espositiva nel 1971, operando in Italia e all'estero nel campo della pittura, della grafica e dell'illustrazione. Dal 1980 è docente di arti visive presso il Liceo Artistico Klee - Barabino di Genova

Principali esposizioni:
1971 San Michele d’Oro –Palazzo D’Oria - Genova
1973 Trofeo Internazionale Modigliani - Milano
1980 Mostra Maestri e Allievi Palazzo Ducale - Genova
1980 Premio Nazionale - Marina di Ravenna
1981 Galleria Ideogramma -Torino
1985 Aspetti della pittura a Villa Croce-Genova e Odessa
1987 Galleria S.Ambreus - Milano
1989 La città nel porto -Palazzo San Giorgio - Genova
1994 Arte contemporanea -Civitanova Marche
1995 ArtGallery - Trieste
1996 Galleria S. Sebastiano - Mantova
1996 Galleria Wicher -Wuppertal(Germania)
1997 Young Museum -Palazzo Ducale - Revere (MN)
1997 Trevi Flesh Art Museum - Trevi (PG)
1997 Galleria Kontraste -Pietrasanta (LU)
1998 Galerie Bertrand Kass Innsbruck
1996-2000Presente ad ArteFiera Bologna Pordenone Padova MIART
2000 Rêveries sur les jardins Terrasses du Casino – Monte Carlo
2001 Gran Prix – Gildo Pastor Centre - Monte Carlo
2002 XIV Rassegna incisori liguri - Palazzo San Giorgio – Genova
2003 XV Rassegna incisori liguri Art Club Il Doge – Genova
2003 Artemisia – S.Stefano al Mare – Imperia
2004 2005 Galleria Passo Blu – Genova
2005 XVI Rassegna incisori liguri – Il Vicolo – Genova
2005 Image Art & Life – ArteGenova – Genova
2005 Premio Arte Mondadori – Milano
2006 Young Museum -Palazzo Ducale - Revere (MN)
2006 Galleria 9 Colonne – D’ARS Milano e Bologna
2006 Notte Rosa - Arte Studio - Genova
2007 START - Blu Mare - Arte Studio - Genova
2008 Icone di un'identità smarrita - Arte Studio - Genova
2008 Figure fiori e frutta - Galleria Frosecchi - Firenze


Le immagini dei miei dipinti rimettono in scena il rimosso delle nostre esistenze, ridanno forma agli scarti collettivi, in un continuo riciclo del nostro tempo.
Labirinti meccanici, immensi intrichi di tubi, viti, bulloni, fabbriche dimesse, è ciò che resta della civiltà industriale: mausolei per un’era che non esiste più, immersi in una malinconica sospensione temporale, archeologie industriali cancellate dall’inarrestabile avanzata dei centri commerciali.
Ed ecco le città che prendono corpo tra astrazione e figurazione, vedute di periferia, tetti dalle mille antenne, folle, volti della notte, che ci passano accanto anonimi ma che dietro a sguardi fissi, trasognati, nascondono storie di esistenze tutte uguali ma tutte diverse, banali storie metropolitane che divengono momenti densi di significato, cimiteri di automobili, interni di teatri vuoti, vagoni di treni e metropolitane: in ogni frammento del nostro quotidiano è per me racchiuso un racconto che prende forma attraverso una serie di velature e di sfumati tanto complessi nell’elaborazione tecnica quanto “invisibili” nel risultato finale, dove la “fatica” del dipingere scompare e rimane solo la resa dell’immagine.



per info:
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3356379465