Visitatore n° 4516




 

AUTOBIOGRAFIA

E’ nato a Roma nel 1949 dove risiede e svolge la sua attività artistica.

E’ un autodidatta e dipinge dal 1967 rilievi acrilici.

Ha partecipato a numerose collettive, estemporanee e concorsi di pittura in questi ultimi trentotto anni e una sua opera è stata esposta alla “XII quadriennale di Roma” nel 1996.

Ha tenuto con gran successo la sua prima “personale” alla Galleria “CHARLTON” in Via del Fiume a Roma nel 1986. Ha inoltre allestito altre mostre delle sue opere tra cui alla Galleria “TRIANGOLO VERDE” in Piazza Pollarola a Roma nel 1997 e presso”L’U.G.C. CINE’ CITE’ PARCO LEONARDO” in Via Portuense 2000 a Fiumicino nel 2005.

Il suo nome figura nell’opera “Pittori e scultori italiani contemporanei”, nell’archivio storico del “Museo Nazionale d’Arte Moderna di Valle Giulia” a Roma, nell’archivio storico del “Trevi Flash Art Museum” e del “Museo Delle Arti” Palazzo Bandera di Busto Arsizio.

Della sua attività artistica si sono più volte occupati “Il Marguttone”, “Il Messaggero” “Ostia Oggi”,”Fiumicino Oggi”,“La Gazzetta di Casalpalocco” e la rivista “L’Artista”

Ha ottenuto diversi premi, tra cui i più importanti sono: il “Premio Bernini”, “Arte Roma” e il “Premio Ostia”.

Dal 2002 fa parte dell’associazione “Studi Aperti & Artisti Associati” che ogni anno in occasione delle giornate europee del patrimonio propone l’iniziativa dell’apertura al pubblico degli studi d’arte.

Ha frequentato anni fa un corso d’arte: “Dallo scarabocchio al testo teatrale, un lungo percorso.”, tenuto dall’eclettico artista romano Giancarlino Benedetti Corcos, che lo ha arricchito di nuovi e accattivanti interessi.

Già da tempo ha allargato i suoi interessi artistici approfondendo il ruolo di “performer” con nuovi e sempre più originali interventi.
Il suo ultimo intervento alla Biblioteca Comunale di Roma “Sandro Onofri” si è chiamato: ”Una notte di luci e colori”. Nell'ambito della manifestazione nazionale "l'invasione di Nostra Signora Art"
con Antonietta La Rocca ha voluto abbattere il lungomuro degli stabilimenti sul mare con l'installazione di molteplici girandole policrome



Lavora nel suo studio di Casalpalocco, dove sarà lieto di mostrarvi le sue opere chiamandolo al cell.al n 3391124885 per un appuntamento.
(astenersi promozioni commerciali)

E’ inoltre possibile vedere alcune delle sue opere all’ “indirizzo Internet”:
http://www.armandomoreschi.it/
e può essere contattato anche attraverso il suo indirizzo E-mail:
info@armando.moreschi.it
(astenersi promozioni commerciali)

LE TECNICHE

Nel 1967, il diciassettenne neo-artista Armando Moreschi, è intento più ad ascoltare le musiche dei Beatles e dei Rolling Stones che a studiare in un istituto tecnico industriale.
Ha in testa, i “capelloni” e le belle idee di pace, che lui e i suoi coetanei cantano e strimpellano in continuazione.
Nel suo “studio romano” prendono forma i suoi primi approcci di tecniche dipinte o colate su tele e compensati, o semplicemente disegnati su carta e cartoncini. Le prime tecniche sono le più tradizionali, e naturalmente non lo soddisfano.
Già un anno dopo però egli approda ad un materiale per niente comune ad un artista autodidatta.
Su una tavoletta di legno prende forma “il numero uno”.
Su questa tavoletta viene semplicemente colata dal barattolo colla vinilica.
E’ bellissima, è bianca, ma asciugandosi diventerà trasparente.
Quell’esperimento colorato con dell’inchiostro di china rosso gli rivelerà che: astratto è bello!
I colori di quegli anni “incendiati” dalle prime rivoluzioni giovanili, lo ispirano alla pace e all’amore e lo invogliano a tematiche e toni da “figlio dei fiori”.
La tecnica però si è un po’ evoluta; ed è nel sessantanove che con un sistema simile a quello che i pasticceri usano per le loro cremose decorazioni nascono i primi “Rilievi acrilici”.
Il tratto filiforme è a rilievo ed è inizialmente trasparente.
Qualche anno dopo però l’effetto grafico, creato sempre di getto, ( senza una base disegnata ) si evolve in un impasto di conglutinante sintetico e colori acrilici. L’accostamento dei colori, degli inchiostri di china che riempiono gli spazi delimitati dai rilievi, sono dettati da un cromatismo a volte equilibrato a volte violento.
Essi sono resi più brillanti da uno strato finale di vernice Damar.
Questa tecnica quindi, dalla ricerca iniziale, si affina nel tempo e attraverso essa l’artista esprime la sua originalità.
Alcuni anni fa, ispirandosi ai lavori materico-informali di Turcato elabora alcune opere su sfondo fosforescente che ravvivano la sua tavolozza di una luce nuova.

Hanno detto di lui:


…….la virtù più appariscente di questo artista è la forza e la raffinatezza dei suoi colori. Egli ne fa un uso provocatorio e immediato ed i suoi lavori godono così di una identità inconfondibile.

Mario Storari


…….la sua opera è carica di un’allegra spontaneità che ci trasporta in un lontano mondo interiore e ci dà a volte una sensazione di silenzio accompagnata a muti segnali misteriosamente filtrati.

Mirella Marini


…….il suo impulso pittorico è dettato da un’ispirazione spontanea che ci dona un’onirica visione dell’uomo e dell’universo che lo circonda.

Michele Cennamo


Testimonianza di una maturità artistica che è riuscita nel tempo ad armonizzare la conflittualità tra la realtà e l’inconscio, ci offre una rappresentazione di un’umanità rinnovata attraverso una costante vitale di dinamismo costruttivo.

Bruno Sillieri