Visitatore n° 10065




 

LA CASA DEGLI ARTISTI

CONTENITORE D'ARTE E DI OSPITALITA'

La Casa degli Artisti, presso Villa Maritati De Cesario, è una nuova realtà della Città di Gallipoli. E' un grande e scenografico contenitore d'arte , circa 1.000 mq, che, oltre ad ospitare la Galleria Permanente del Maestro Giorgio De Cesario , intende promuovere nel territori diverse manifestazioni artistiche, spaziando dalle mostre di pittura e scultura alla presentazione di libri, dalle serate musicali alle performances teatrali.
Originariamente La Casa degli Artisti era una vecchia villetta anni '50, che ora l'Arch. Giorgio De Cesario ha sapientemente ristrutturato, rendendola esempio di uno stile architettonico eclettico,decisamente innovativo in quello che è il paesaggio urbano circostante.
Entrando in questa residenza si viene subito a contatto con l'ampia zona espositiva, un'area di circa 300 mq, sovrastata da un imponente muro-scultura, visibile anche dall'esterno, dedicato al Prof. Giorgio Maritati, latinista e noto docente di Materie Letterarie negli anni '60 e '70 e primo proprietario di questa residenza. Sul muro-scultura infatti è riportata la prima strofa di un carme saffico dedicato a Gallipoli che Giorgio Maritati, padre della sottoscritta, compose nel lontano anno scolastico 1962/63 e che fu poi pubblicato nell'Annuario della Scuola Media Statale di Gallipoli (l'antica Scuola Media G.B.Crispo ora scomparsa). Tutt'intorno le opere e gli affreschi di Giorgio De Cesario, che attirano lo sguardo attonito dei visitatori con i loro stupefacenti effetti cromatici e con quei personaggi diafani, misteriosi, eppure tanto simili a noi nelle loro espressioni
sul volto d'argilla. E già da questo primo grande ambiente si rimane stupiti dal magico mix tradizione-innovazione che è il leit-motiv di tutta la struttura. Un'ampia scalinata porta al piano superiore, dove continua la zona espositiva, e dà accesso ad un'altra ala dell'edificio che ospita un esclusivo bed & breakfast per artisti ed
amanti dell'arte. Qui ogni stanza è dedicata ad un artista diverso: Mondrian con le sue geometrie cromatiche,Van Gogh con la sua Stanzetta, Bach e le sue note baroccheggianti, Leonardo con i suoi misteri, D'Annunzio con tanti ghirigori liberty e poi ancora, al secondo piano, Canova con le sue forme neoclassiche. E ovunque portali un pò orientaleggianti, un pò mediterranei con ceramiche coloratissime stile Andalusia e poi grandi vetrate ultramoderne, muri geometricamente zigzaganti e piramidi, e per finire un attrezzato laboratorio dove artisti e dilettanti potranno cimentarsi nella creazione di opere d'arte e ancora un vasto terrazzo panoramico con piscina idromassaggio che invita a rilassarsi e a sognare,
soprattutto all'ora del tramonto. Ogni angolo nasconde delle sorprese, degli scorci insospettati e non si finisce
mai di scoprire nuovi dettagli e nuovi punti di vista. Non a caso molti l'hanno definita la casa delle fiabe o la casa delle fate. Noi che ci abitiamo abbiamo realizzato il nostro sogno di una vita, quello di vivere quotidianamente dentro un'opera d'arte, sensazione che riusciamo a trasmettere con successo ai nostri ospiti
e agli amici che ci vengono a trovare.
Gallipoli, infatti, è ormai famosa in tutto il mondo non solo per la sua spettacolare posizione sulla Costa Ionica,ma anche per la sua storia, le sue tradizioni, la sua intensa vita culturale e la sua gastronomia.
Situata a Km.40 da Lecce, a Km.40 da Otranto e a Km.40 da Santa Maria di Leuca, questa ridente cittadina può essere un ottimo punto di partenza per escursioni in tutto il Salento.

PER INFORMAZIONI:
www.lacasadegliartisti.it
www.giorgiodecesario.it
info@lacasadegliartisti.it
Tel.0833/261865 333/2720348

Visiona il video della casa-museo La Casa degli Artisti
http://video.google.it/videoplay?docid=-2911185393710360781

ARTE INSIEME
Ed ancora una volta "La Casa degli Artisti" di Gallipoli fa parlare di sè tornando prepotentemente alla ribalta dello scenario culturale gallipolino.
Questa volta si tratta di una Mostra Collettiva di Fine Anno dal titolo" ARTE INSIEME", presentata dall'Associazione Culturale "Arteuropa" di Atripalda (Av) e a cura dei Proff. Enzo Angiuoni e Maria Cristina Maritati. Si esibiscono ben 20 artisti, italiani e stranieri, maestri già affermati e giovani promesse, tutti accomunati da un'unica ardente passione e dalla voglia di confrontarsi, conoscersi ed arricchirsi di nuove esperienze, con umiltà i grandi e con deferenza gli emergenti.Il noto critico d'arte ed artista egli stesso,il prof. Eugenio Giustizieri, ha così commentato l'evento: " Inaugurata nell'estate di quest'anno "La Casa degli Artisti" ospita dal 29 dicembre 2006 al 7 gennaio 2007 una rassegna di opere d'arte tra le più singolari: Arte Insieme.
L'artista Giorgio De Cesario, insieme alla moglie Maria Cristina Maritati, sono i custodi di un'infinita galleria di Babele, con la quale hanno un rapporto speciale e misterioso.
Tra queste mura, domestiche e cosmopolite, l'arte diventa uno strumento per tenere lontani i fantasmi, un gioco, un rito che accompagna la frenetica ricerca d'amore e parla con forza alle emozioni. De Cesario conosce bene la storia del nostro Salento, sa che bisogna guardare ai giovani artisti senza dimenticare i grandi, senza dire bugie nè creare alibi.
In questa rassegna di fine anno, mette insieme artisti giovani e meno giovani, emergenti ed affermati con intenzioni e possibilità espressive apparentemente opposte: da un lato il culto della forma nel suo valore assoluto e quasi magico, dall'altro l'esaltazione dell'attualità.
In tale contenitore l'arte non si perderà, e tanto meno potra salvarsi, in un al di là del tempo e dello spazio, non cercherà un'assoluzione o una via di scampo.
Contribuirà, invece, alla formazione di un fare artistico del tutto nuovo.
Una creatività poliforme, multietnica e multiculturale che prelude al prossimo futuro, al suo occultamento, alla sua invisibilità.
Un gioco sapiente che piacerà molto allo spettatore, curioso di scoprire che cosa è successo e si è consumato, con acutezza straziante, in una visione del mondo e della vita che resta un enigma."
Partecipano all'iniziativa ENZO ANGIUONI, AUGUSTO AMBROSONE, MAURIZIO BENETTI, KIKA BOHER, SANDRO CELLANETTI, GIORGIO DE CESARIO, MASSIMO DE LUCA, ANTONIO DE SALVE, MARIO D’IMPERIO, MARIA TERESA DI NARDO, EUGENIO GIUSTIZIERI, SALVATORE PEPE , CESARE PISCOPO, MAX HAMLET SAUVAGE,CIRO SEVERINO, NINO SEVERINO, LUIGI SCIGLIUZZO, FULGOR SILVI, GENEROSO VELLA. E' prevista inoltre la partecipazione straordinaria di GIUSEPPE CASCELLA.

AFFINITA' MINIMALI
Un altro evento di rilevanza internazionale prenderà il via sabato 2 giugno alle ore 18 presso La Casa degli Artisti di Gallipoli. Questa volta si tratta di "Affinità Minimali", una Mostra Collettiva che mette a confronto diverse esperienze su una delle espressioni artistiche più singolari dell'arte contemporanea. La mostra si avvale della presenza di artisti di diversa provenienza geografica e di riconosciuta fama che da anni lavorano sulle poetiche neo-minimaliste e rappresentano uno spaccato significativo dell'arte attuale.
Sono presenti infatti Sebastiano Altomare, Geppo Barbieri, Luigi Cipparrone, Letterio Consiglio, Elio Franceschelli , Raffaele Iannone, Vinicio Momoli, Rocco Pangaro, Salvatore Pepe e Antonio Puija Veneziano.
Al caos dei suoni e delle immagini proposte quotidianamente dai canali mediatici e al proliferare di stili, essi propongono un atteggiamento autoriflessivo.
Il Minimalismo trova le sue fondamenta in artisti storici come Mondrian, Malevich e soprattutto Ad Rainardt e nasce come movimento negli anni '60, in pieno boom economico e tecnologico. Negli USA è rappresentato da artisti come Lewitt, Morris, Nauman, Serra, mentre in Europa alcuni dei suoi più importanti esponenti sono gli italiani Uncini e Lo Savio. Attraverso concettualizzazioni e riflessioni religiose e filosofiche sulla pittura, i materiali e la musica, il Minimalismo arriva ai nostri giorni con una produzione molto severa, inducendoci a cambiare il modo di osservare la realtà che ci circonda.
In sintonia con i loro predecessori, anche gli artisti presentati in questa eccezionale mostra gallipolina producono un'arte rigorosa. Alcune delle loro opere sono caratterizzate da strutture geometriche nitide e lineari, altre invece evidenziano una stesura monocromatica di colori puri, che escludono ogni coinvolgimento emotivo, oppure elementi materici diversi che vanno oltre la superficie sfociando così nella terza dimensione e aprendosi a infinite possibilità interpretative. Altre ancora sono percorse, condeterminazione, dall'assenza di colore o dalla smaterializzazione dei piani, mirando quindi ad una riduzione formale delle tensioni gestuali.
Tutte le opere comunque, nella loro inesauribile essenza spirituale,tracciano storie infinite che invitano al silenzio e ad immergersi nel vuoto del tempo per recuperare quella purezza primordiale della ragione e dell'essenza dell'esistenza. L'atmosfera è delle più suggestive, un silenzio inafferrabile avvolge le
poliedriche sale de La Casa degli Artisti che, sospesa in una metafisica luce mediterranea, coglie orizzonti infiniti. Si ringrazia inoltre Salvatore Pepe che, con grande dedizione, ha collaborato alla realizzazione di questo straordinario evento.

BIOGRAFIE
SEBASTIANO ALTOMARE è nato ad Avola in Sicilia nel 1946. Vive e lavora a Siracusa. La sua ricerca si sviluppa sulle tematiche geometriche e costruttive. Volge particolare attenzione alla sperimentazione e alla composizione di forme nello spazio associate a colori luminosi tendendi allo spirituale come l'oro e l'azzurro. Sulla scena artistica dal 1973, ha tenuto varie mostre personali, su tutte si ricordano quelle alla Galleria il Ponte di Roma; al Centro d'Arte Plastica di Udine; Alla Galleria Dionisio di Siracusa e alla Galleria SpazioVitale di Catania. Numerose le sue partecipazione a prestigiose rassegne in Italia, Emirati Arabi, Austria, Germania e Romania.

GEPPO BARBIERI ènato a Castel San Giovanni (Pc) nel 1951 in una famiglia d'origine ebraica. Eterno girovago, attualmente vive e lavora in Umbria. Dopo aver studiato "Arti Visive" al D.A.M.S. di Bolgna havissutoun'esistenza irregolare e itinerante tra Europa e America. Ha inoltre studiato ha Letteratura e Poesia Ebraica Contemporanea al Brooklyn College (Indip. Study program) in Brooklyn, N.Y. (USA). Dagli anni ottanta Barbieri si è dedicato alla pittura e alla poesia. Ha esposto in mostre personali in musei di tutto il mondo e partecipato a importanti rassegne d'arte tra queste "Rigor" ospitata in prestigiosi spazi museali a Roma, Perugia, New York, Chicago e Gerusalemme. Sue opere pittoriche si trovano in prestigiose collezioni private e pubbliche in Italia e all'estero. Ha inoltre, alle spalle vari libri di poesia. Nell'attuale fase della sua vita, Barbieri trascorre lunghi periodi in un monastero Buddista.
www.geppobarbieri.net

LUIGI CIPPARRONE ènato a Napoli nel 1947; vive e lavora a Cosenza. Nel 1984 fonda il Centro Sperimentale Produzione Audiovisivi ed inizia a produrre una serie di audiovisivi statici - attraverso l'uso di asincronismi tra immagine, musica, testo poetico, effetti sonori - sul tema della identità, curando, inoltre, esposizioni e dibattiti sulle arti visive, dalla fotografia al cinema sperimentale. In quello stesso periodo avvia una personale sperimentazione sulla fotografia con la camera stenopeica e sulle tecniche della fotografia off camera. Dall' '89 al '95, realizza alcuni articoli visivi per la rivista dell'Ordine degli Ingegneri Il Politecnico. Nel 1994 frequenta uno stage diretto da Gabriele Basilico. Dalla frequentazione di artisti di ricerca, comincia ad approfondire i legami tra fotografia ed arte contemporanea. Dal 1996 èresponsabile della casa editrice Le Nuvole. Si è occupato di fotografia di architettura e di paesaggio con una ricerca espressiva confluita nei D'paysages, luoghi senza storia, minimali. Negli anni 1997-98-99 idea e realizza il progetto "AdA agenda d'artista". Nel 1999 partecipa alla XLVIII Biennale di Venezia nell'ambito del "Progetto Oreste". Sempre del 1999 è la personale "Così vicino Così lontano" a Bruxelles. Nel 2000 organizza la collettiva residenziale d'arte contemporanea "Dal Due L'Uno" e nel 2002 la rassegna "Minimalia Rei". Negli anni 2002-2004 promuove e realizza i due laboratori didattici "L'immagine dello spazio". Nel 2004 frequenta uno stage con Maurizio Galimberti: la sua ricerca sfocia nella fotografia automatica ed
istantanea. Sempre nel 2004 fonda il trimestrale sui beni culturali della Calabria "Fuoriquadro". Nel 2005, a Parigi, partecipa alla collettiva "Le Polas'r immaginaire". Avvia il progetto "Autofotografie". Numerose le sue mostre personali e collettive, i progetti ed i laboratori didattici, i diatapes. Tra l'altro ha pubblicato: La camera obscura, ovvero il negativo di carta, 1989; L'immagine dello spazio, 2003; Percorsi di fotografia, 2004; Sono stato alla 51a Biennale di Venezia, 2006; Meccanica fotografia, 2006. Ha in corso di pubblicazione La fotografia stenopeica. Riflessioni.

LETTERIO CONSIGLIO nato nel 1947 ad Avola (sr), vive ed opera a Siracusa. Nelle sue opere dense di consistenza storica attua la riduzione geometrica del segno, rendendo stabile l'uso di un forte equilibrio
cromatico e materico.Tra le principali mostre personali: Galleria il Ponte, Roma; Galleria il Segno, Siracusa; Galleria Qal'At, Caltanisetta; Galleria Ritterhaus Wissman & Von Rosenthiel, Mnnheim e Francoforte (Germania). Tra le collettive: Equinozio d'Autunno, Castello di Rivara, Torino; Cromatica, Tour Fromage, Aosta; Circumavigazione-arte oggi, Università di Sydnei (Australia); Anomalie 2, Museo di Costanza (Romania); Minimalia Rei, Cenro Aleph Arte , Lamezia Terme; Libertando, Palazzo del Carmine, Caltanisetta; Arteria, Galleria Comercial, Barcellona, (Spagna); Biennale d'Arte Ankara (Turchia); Della sua attività artistica si è occupata la critica più qualificata . Sue opere si trovano in prestigiose collezioni pubbliche e private.

ELIO FRANCESCHELLI nato nel 1955 a Gallo Matese(CE) vive e lavora tra
Isernia, Los Angeles e New York. Tra il 1980 e il 1990 ha lavorato
prevalentemente in televisione - ideazione, regia, produzione di
programmi, spettacoli e documentari. Ha curato inoltre la direzione artistica e la scenografia di numerose manifestazioni e festivals musicali.
Dagli nni '90 svolge un intensa attività espositiva partecipando a
prestigiose rassegne d'arte cotemporanea in italia e all'estero e presenta installazioni e pitturete in varie personali: Museo Nazionale di Isernia;Studio Soligo, Roma; Studio Legale, Caserta.
Dal 1993 lavora prevalentemente con olio bruciato che galleggia su acqua.
www.eliofranceschelli.it

RAFFAELE IANNONE, nasce nel 1946 a Napoli .Nel 1970 si trasferisce a Maratea (Pz), impegnato a promuovere un' intensa attività artistica e culturali e dove insegna nei Licei Pedagogico, Scientifico e Artistico. Sue opere, tra dipinti sculture e disegni, abitano presso Musei d'Arte Contemporanea, luoghi pubblici e collezioni private.Il suo lavoro, ha interessato numerosicritici italiani che hanno scritto e parlato della sua opera.Ha preso parte a collettive quali: 1995 Campagna d'Italia, a cura diA.B.Oliva, Palazzo delle Esposizioni, Roma. Six mediterranean witnesses inthe Baltic area, Art Gallery, Panavezys, Lithuania. Litosofia, IstitutoItaliano per gli Studi Filosofici, Palazzo Serra di Cassano, Napoli. 1997 Senso, Expo Levante Spazio aperto all'Arte, Pad.3 Gruppo IN-FLUIRE,
BariMillenium 2000 - Strange Days International Mail Art Proiect, Pistoia. 2003 Arte all'Arte, Palazzo Comunale Godrano (Pa). 2004 Dimensioni e Immagini , Villa Tarantini, Maratea (Pz). 2006 Book art ' Associazione di Promozione Sociale Artetica, Roma. Agibile AmbientArte 1980 Scala Mobile, Potenza. Il Sacro nel Contemporaneo, Chiesetta antica di S.Anna, Caltagirone. In Cartis, Cisterna di Latina . Delle Mostre personali si ricordano:Centro d'Arte e Cultura La Scogliera - Vico Equense (Na). AmnesiacArts Home Gallery, Potenza. , Museo Comunale di Praia a Mare (Cs). Nel 2004 realizza "Signum" installazione Laser sul Monte San Biagio a
Maratea (Pz).

VINICIO MOMOLI ènato a Padova nel 1942. La sua attività artistica si sviluppa a partire dagli anni 60, ed è caratterizzata da un'attenzione riflessiva e meditata attorno al senso della forma e alle dinamiche
intrinseche dei materiali. Adotta fin dall'inizio della sua molteplice ricerca, più forme espressive, con una dialettica sperimentale aperta a numerosi sviluppi, ancorati per al pensiero minimalista e alla positiva semplicità della forma-materia, intesa come veicolo d'emozioni plastiche e di accesa sensibilità cromatica. La sua opera, negli anni, si è aperta al confronto con lo spazio attraverso installazioni ambientali e sculture
polimateriche, con cui ha interpretato e reinventato le forme archetipiche dell'abitare. La peculiarità della pulizia formale che lo denota, è associata alle proiezioni mentali di itinerari ancestrali e poetici, alla bellezza della geometria e della struttura, alla sintesi tra le discipline, anche quando le forme assumono aspetti più disordinati e liberi, come nelle linee colorate aggrovigliate o nelle trasparenze dei piani di colore. Materiali d'uso comune come il plexiglass, il marmo, le gomme, i metalli, caucci, legni, diventano per l'artista i protagonisti di un interagire costruttivo, sospeso tra il valore del simbolo e la specificità espressiva autosufficiente del materiale stesso.
Attivo tra Parigi e Castelfranco Veneto Vinicio Momoli ha partecipato a più di 200 mostre in Musei e gallerie private di tutto il mondo. E' stato inoltre invitato nel 2004 a realizzare opere pubbliche per l'Università di Leon (Spagna) e nel 2006 un progetto pubblico nella città di Toronto. "Nexiture" il titolo dell' Antolologica allestita di recente a Castelfranco Veneto.
www.viniciomomoli.com

ROCCO PANGARO è nato a Rose (Cs) il 20.10.1950. Vive ed opera a Rende (Cs). Ha condotto i suoi studi al Liceo Artistico di Catanzaro e successivamente all'Accademia di Belle Arti della stessa città. E' titolare della Cattedra di Anatomia Artistica dell'Accademia di Belle Arti di Catanzaro, dove dal novembre '98 ricopre la carica di Direttore. E' presente nell' universo della Sperimentazione Artistica fin dagli anni '70 . Particolarmente seguito dalla critica, da galleristi e collezionisti ha allestito varie mostre personali e ha preso parte a numerose manifestazioni artistiche a livello internazionale. Nel 1986 viene invitato all' XI Quadriennale Nazionale d'Arte Moderna di Roma.

SALVATORE PEPE è nato nel 1962 a Praia a Mare (Cs). Nel 1985 compie gli studi in Scenografia presso l'Accademia di Belle Arti di Roma. E' docente di Progettazione presso l'Istituto d'Arte di Luzzi (Cs). Formatosi nell'ambiente della nuova generazione artistica romana opera con i maggiori protagonisti nel campo delle arti visive e dello spettacolo. Nel 1987 soggiorna a Parigi dove studia a fondo le avanguardie storiche. Le opere di Pepe, si distinguono per la chiarezza costruttiva e l'analisi rigorosamente geometrica dello spazio. La sua produzione artistica recente, densa di consistenza storica-evocativa di sapore mediterraneo, si basa sui temi
dell'alfabeto geometrico-minimale, sull'alternanza ritmica di linee verticali e orizzontali, di piani neri e colorati sia nella bidimensionalità che nella tridimensionalità. Dal 1988 ha tenuto significative mostre personali, su tutte: Palazzo dei Priori, Perugia; Centro Di Sarro, Roma; Casa di Giorgione, Castelfranco Veneto; Università della Calabria, Rende-Cosenza. Ha partecipato inoltre a prestigiose rassegne in Italia, USA, Israele, Spagna, Malta e Turchia. Nel 2000, in occasione del Giubileo, ha realizzato a Praia "La porta del sole" installazione ambientale. Dal 2006 sue opere sono esposte in permanenza presso La Casa degli Artisti di Gallipoli. Della sua attività si è occupata la critica d'arte ufficiale. Negli ultimi anni ha lavorato inoltre alla progettazione grafica, realizzata a Ulm in Germania, del cd Eos, del musicista jazz U. Napolitano e nel 2006 per il Museo di Praia ha curato i video Nato Frasc - l'Arte all'ombra di un'altra luce e Lamberto Pignotti e la poesia visiva .Nel 2007 ha partecipato alle 52ma Biennale di Venezia.
http://www.facebook.com/profile.php?id=100001204380146

ANTONIO PUIJA VENEZIANO (Monterosso Calabro - 1953) . La pittura d'avanguardia unitamente ad uno sviluppo espressivo legato all'esperienza ceramica, sono il carattere distintivo della sua opera. Il suo linguaggio, inizialmente di matrice segnico-gestuale, si va evolvendo sempre più verso una ricerca profonda e minimale. Si occupa assiduamente di didattica dell'arte e dirige il Centro di Documentazione per le Arti Visive "Aleph Arte" in Lamezia Terme (CZ).A partire dal 1986 ha allestito numerose mostre personali e partecipato a importanti rassegne. Nel 1992 gli viene assegnata, dal Progetto Civitella D'Agliano (VT), la Borsa di Studio per le Arti Visive e partecipa al simposio residenziale internazionale per artisti europei. Dal 1999, presso il Museo Laboratorio del Tessile del Lanificio Leo (Soveria Mannelli, CZ), con il gruppo Esclamation D promuove la manifestazione Dinamismi Museali.Nel 2003, viene invitato a Catanzaro al seminario Sconfinamenti. Tra arte e
filosofia, immagine e pensiero, con un dibattito al quale hanno preso parte i filosofi Sergio Givone e Massimo Iiritano. Di questi ultimi anni si ricordano la sua partecipazione a :Minimalia Rei, Centro di Documentazione per le Arti Visive Aleph Arte, Lamezia Terme (CZ); Art Box, La Collezioe Franco NUCCI, Centro per l'Arte e la Cultura
A.Capizzano, Rende (Cs); L'estremo Lembo, Profilo dell'Arte Contemporanea in Calabria, Centro Internazionale delle Arti Chiostro delle Vergini Cosenza, Centro di Documentazione per le Arti Visive Aleph Arte, Lamezia Terme (CZ), Museo Comunale di Praia a Mare (CS); Buio Luminoso, Galleria Vertigo, Cosenza; la Nube di Oort Associazione Culturale, Roma.


PEACE AND LOVE - INCONTRI MEDITERRANEI

DOMENICO PINTO : LA CORTE DI FEDERICO II DI SVEVIA

Domenico Pinto opera nel suo studio d'arte, nel cuore dell'antico quartiere delle ceramiche di Grottaglie e ben
rappresenta la tradizione ceramica grottagliese ma da diversi anni, ormai, con instancabile fervore, è uscito
dalla quotidianità per reinterpretare con spirito nuovo la tradizione locale.
La produzione di oggetti di uso comune, modellati con maestria e sapienza, carica di simboli, si caratterizza
per la rigorosa ricerca formale e per la suggestione dei contenuti.
Le sue terracotte, smaltate e decorate o ingobbiate e bianchettate, ci permettono di leggere qualcosa di molto
profondo e ci trasportano in una dimensione spirituale.
A dimostrazione, invece, della rivisitazione operata da Domenico Pinto della tradizione ceramica grottagliese
ci sono le opere in mostra presso La Casa degli Artisti in Gallipoli dal 22 al 29 luglio prossimo sotto il titolo
"La Corte di Federico II di Svevia".
Dopo anni di ricerca e di studio, stimolati dall'incontro con lo scultore abruzzese Francesco Marino Da Piano
incontrato a Parigi e proprietario di una nutrita collezione di libri sul tanto discusso imperatore re di Napoli,
di Sicilia e di Germania, Pinto dà vita a una serie di figure del filone federiciano rappresentate in tutta la
loro regalità e il loro splendore.
C'è il fedele funzionario Pier delle Vigne, ci sono i guerrieri e i personaggi riconducibili alla sfera politica
del sovrano, ma ci sono soprattutto le sue donne: la madre Costanza d'Altavilla, la prima moglie Costanza d'Aragona,
Iolanda di Brienne e Bianca Lancia con cui ebbe una storia.
In questo suo discorso innovativo, Domenico Pinto è partito dalle tradizionali "pupe" grottagliesi, bottiglie dalla
figura femminile nelle quali si conservava il rosolio e le ha trasformate in personaggi federiciani modellando
sapientemente la terracotta, curando i dettagli, giocando con il simbolismo; anche le capigliature, il disegno
delle stoffe e la ricostruzione dei gioielli sono frutto di uno studio che va avanti da sette anni.
Per questa collezione federiciana, la quinta in ordine di tempo, l'artista ha modificato in parte il procedimento
di lavorazione puntando molto sui colori; le vernici alcaline adoperate, infatti, conferiscono alle figure una
grande lucentezza e poi la tecnica cosiddetta del terzo fuoco che punta sull'applicazione dell'oro zecchino cotto
a 700, tra l'altro adoperato con discrezione e solo nelle zone giuste, si rivela quanto mai efficace e dà grande
risalto ai particolari.
La ricerca avviata dall'artista non si esaurisce qui; il sogno di Domenico Pinto di far affermare la cultura
pugliese, dando alla ceramica un senso, una storia e una identità, è quello di arrivare a produrre l'oggettistica
medievale riferita al mondo dell'imperatore Federico II; in questo modo si porterà avanti anche il discorso, già
avviato, del recupero della memoria storica se si considera, tra l'altro, che il luogo dove oggi sorgono le 41
botteghe d'arte grottagliesi - chiamato Quartiere Giudecca - è la zona dove proprio Federico II, con un editto
del 1213, fece sistemare gli Ebrei che qui conciavano le pelli e soprattutto lavoravano la ceramica.
http://www.lacasadegliartisti.it/eventi/peaceandlove.html

CRISTINA PAGLIARINI


FABIO CURTO

IL SENSO DEL VERTICALISMO INTERROTTO

A cura di Maria Cristina Maritati

Fabio Curto nasce a Matino il 10/11/1963 e sin da giovanissimo si dedica all'attività artistica esprimendosi sia con opere pittoriche che scultoree. Dopo aver frequentato l'Istituto d'Arte ha seguito studi di Architettura.

Intanto la ricerca e la sperimentazione continuano inglobando in un unico punto d'interesse sia l'arte rinascimentale che quella moderna e contemporanea.

Molto importanti sono stati i contatti con alcuni grandi musei del mondo che ha avuto occasione di conoscere durante i suoi innumerevoli viaggi in Europa, America ed Oceania.

Dopo le grandi esperienze presso le gallerie Cadogan e Ardean di Londra e i principali poli espositivi di Firenze, Fabio Curto e' ritornato a Matino dove vive e lavora in campagna continuando a ''viaggiare'' nel mondo dell'arte e a rivivere con l'''occhio della mente'',come diceva Wordsworth, tutti i suoi trascorsi, non rifuggendo dalla cronaca della quotidianità.

Il risultato di questo percorso sono le opere che oggi Curto espone ne ''La casa degli Artisti'' in una mostra dal titolo '' Il senso del verticalismo interrotto''.

Qui prendono forma tutti i suoi pensieri, le sue sensazioni e le sue emozioni, rivissute con grande travaglio interiore, nel tentativo di ritornare a contatto con le origini e con la madre terra, dopo un' esplorazione comunque proficua in un mondo poco reale e avulso dall'essenza della vita.

Max Hamlet Sauvage - 100 fotografie - “Il corpo nudo”
Metafore del desiderio : omaggio all’universo femminile

A cura di Toti Carpentieri e Eugenio Giustizieri

AUTODICHIARAZIONI DI MAX HAMLET SAUVAGE SULLE FOTOGRAFIE DI NUDO

Questi miei nudi ,metafore del desiderio, assumono significati simbolici a volte allusivi.
I richiami alla condizione umana emergono quasi in ogni immagine: dominate dall’erotismo e dalla sensualità del corpo, siano esse in interno o in esterno o che si trovino secondo una precisa percezione che coglie l’attimo fuggente del modello spontaneo o casuale nel muoversi, queste fotografie hanno anche una relazione autobiografica ed epidermica, e nel contempo, sono uno specchio dei propri innamoramenti o l’equivalente di una collezione di farfalle, non nascondendo la tensione passionale nel riprendere centinaia di immagini. La bellezza del corpo umano è anche una necessità di appagare lo sguardo sull’intimità. Guardare e conoscere: nudo per artisti, studio anatomico, indagine scientifica… e la pornografia che non ha bisogno di giustificazioni, perché per esistere risponde ad una esigenza primordiale (sesso), componente dell’essere e della sopravvivenza. “Il mondo nudo non è un soggetto bensì una forma d’arte”, e qualsiasi nudo, per quanto astratto sia, non deve mancare di suscitare in chi lo guarda un vago sentimento erotico, sia pure lievissimo… il desiderio di stringersi e unirsi a un altro corpo costituisce una parte fondamentale della natura umana. C’è una simbiosi tra la mia pittura e la fotografia e s’incrociano come un’osmosi, la macchina fotografica non è un semplice congegno che risponde meccanicamente secondo la sensibilità del fotografo, ma plasmando la luce sul corpo umano con la propria fantasia, e immaginazione sensoriale e psichica, capta una vastissima gamma di emozioni e sentimenti. Naturalmente qui si parla di nudo nell’arte della fotografia nelle sue espressioni formali, e non strumentalizzazioni del corpo femminile a scopo pubblicitario, ormai in visione quotidiana, che esplodono dai cartelloni stradali, alla TV, ai giornali, alle locandine sui tram, nelle diverse aree geo-culturali. Il mio interesse per la fotografia nasce nel lontano 1967; allora comprai un apparecchio piuttosto buono, una Canon 24x36, e cosi partì la mia avventura con la fotografia. Le mie prime immagini fotografiche furono una serie di autoritratti realizzati in uno stile cubista, ottenute con la sovrapposizione di due immagini. Successivamente eseguii delle istantanee di teatro drammatico da spettacoli di T. Kantor, E. Barba, M. Montagna, ecc. Una serie di nudi raccolti nella rassegna "Le metafore del corpo" e un ciclo dal titolo "Le mani nel quotidiano" furono proposti in una mia mostra personale al Centro Artecultura di Milano, presentata dai critici Giuliana Scimè e Giuseppe Turroni. Quando si comincia a fare delle fotografie, si acquista una coscienza acuta della luce, e così mi sono reso conto che essa era la condizione essenziale dell'immagine, senza la quale non esiste la fotografia. La mia pittura (sono fondamentalmente un pittore-scultore) ha recuperato anche questa scoperta, e così fra i miei quadri e la fotografia si è creata una specie dì simbiosi che continua ancora oggi. La mia passione per la fotografia ritorna ad intervalli, e si è riaccesa dopo i miei viaggi nella Provenza, dove ho trovato una nuova ispirazione ed una stupefacente luce magica. Da quel momento il mio interesse è aumentato, con la pratica fotografica. Questa antologia di immagini che presento dopo un lungo periodo di riflessione, mi dà l'opportunità di confrontarmi con la critica ed il pubblico e con i limiti stessi di un lavoro che considero un laboratorio in progress. In fondo io non sono fotografo: mi capita semplicemente di scattare delle fotografie.


La Prof.ssa MARIA CRISTINA MARITATI, curatrice de
La Casa degli Artisti, contenitore d'arte e di ospitalità
via Lepanto,1/9 Gallipoli (Le) tel. 0833/261865 www.lacasadegliartisti.it
PRESENTA
- Incontro con l’autore -

Domenica 19 agosto 2007, alle ore 20,00, sul Terrazzo Panoramico de LA CASA DEGLI ARTISTI

FEDERICO NATALI
racconta il suo libro:

Gallipoli nel Regno di Napoli
Dai Normanni all’Unità d’Italia
Congedo Editore

Oggi quel che più importa è la storia “interna”, come la chiamò il Machiavelli, è la storia delle istituzioni,
dell’amministrazione, delle industrie, del commercio, della cultura di una città, e non quella dei re e dei
principi da cui fu dominata e posseduta. La storia municipale, specie nell’attuale risveglio delle autonomie
locali,ha un senso solo se intesa come storia della vita di una città nella totalità dei suoi interessi.
Ma una storia siffatta si può fare lasciando in disparte, come dice giustamente lo storico gallipolino Carlo Massa, “ridicole ed
insulse tradizioni” e scrivendola “senza preconcetti di sorta, dicendo la verità senza ridicoli rispetti e sciocchi riguardi”, utilizzando solo documenti.
E’ necessario, però, che l’indagine storica municipale riferita a precise situazioni documentarie, sia portata
avanti con scrupolo e rigore alla luce delle moderne metodologie, e che affondi, come dice Michel Foucault, “nello
spessore della storia, configurando gli eventi nel loro fluire quotidiano, per rintracciare nelle ragioni personali,
nelle necessità dei gruppi, nelle esigenze della comunità, l’origine e la causa dei movimenti e delle
trasformazioni che interessano poi la storia generale”. Solo con questo taglio culturale, una storia locale può
avere ancora un senso e diventa addirittura una necessità.
Ho ritenuto iniziare la mia opera di escavazione nei secoli dell’Alto Medioevo non appena le fonti un po’
meno avare cominciano ad illuminare il quadro delle realtà cittadine, e tra esse quella di Gallipoli, della quale
(laddove i documenti me lo hanno consentito) ho delineato le vicende storiche specie dal punto di vista
amministrativo, socio-economico e culturale, vicende che si intrecciarono strettamente con quelle del
Regno di Napoli, al quale appartenne in qualità di città demaniale, e con quelle di Terra d’Otranto.
Ho fissato le linee più significative della evoluzione delle sue istituzioni civiche durante i
secoli fino all’Unità d’Italia; individuato le classi sociali che, con alterne vicende, contribuirono
alla loro conquista, al loro mantenimento ed alla loro trasformazione; messo in particolare evidenza
i fatti che si verificarono a Gallipoli nel periodo storico che va dal 1799 all’Unità d’Italia ed i
personaggi che contribuirono a determinarli e si distinsero nel campo politico e culturale.

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Federico Natali
Laureato in Pedagogia presso l’Università degli Studi di Lecce.
Già docente di Materie letterarie e di Storia e Filosofia.
E’ socio ordinario della Società di Storia Patria per la Puglia.
Scrive sulla Rivista Studi Etno-Antropologici e Sociologici - Napoli.
Ha pubblicato I Coppola nel ‘600 (1999) - Nicola Patitari, poeta dialettale gallipolino dell’ 800 (1999) -
La crisi socio-economica di fine ‘800 e il tumulto per il caropane a Gallipoli (2000) -
Bonaventura Mazzarella e il suo tempo (1818-1882) (2001) – Luigi Forcignanò,poeta galipolino cantore del Risorgimento italiano (2001).
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