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LANFRANCO ORLANDI
Pittore figurativo (1931-2007) che si è cimentato in tutti i generi pittorici, dal paesaggio alle nature morte, ai ritratti, alle copie dei grandi maestri, sempre con un suo stile personale e particolare. E' nato a Torre del Lago (Lu), dove ha svolto la sua attività artistica.Figlio d'arte, ha frequentato l'Istituto d'Arte di Massa Carrara dove il padre Ferruccio insegnava Disegno Artistico.
Scrive di lui il critico d'arte Manrico Testi:
“La prima cosa che ci colpisce in Lanfranco Orlandi è la dettagliata evidenza delle sue forme, il grande nitore della sua pittura che affonda le radici nella grande tradizione italiana e che può ritrovarsi poi in “Meriggio” ed altri dipinti di Felice Casorati e ancora in Broglio in Roberto Melli e nel neo primitivismo di Antonio Donghi. E accanto alla nitidezza figurativa, al risalto dei volumi spicca la luminosità cromatica cosi viva, incisiva, personale nelle sue opere, tanto che anche grandi maestri contemporanei come Annigoni , o lo stesso Virgilio Guidi che si rifà ai tagli di luce caravaggeschi, pur presentando qualche sintonia cromatico-figurativa con Lanfranco Orlandi, non possiedono tuttavia la sua vividezza, la sua brillantezza tonale. Questo perché egli sente come pochi il colore in tutta la sua innata forza, flsicità, sensualità, significanza.Colori puri, intatti , resi più vivi da una sapiente, appropriata ombreggiatura sono dunque un ulteriore timbro connotativo di questa pittura di così intensa politura, sia che essa: raffiguri paesaggi, come pure scene di vita campestre, o “cascate” di frutta, temi cari all’Artista amante come pochi della natura che lo affascina, lo ammalia con i suoi doni, le sue immagini, i suoi colori, e a contatto della quale vive quotidianamente in una terra, come quella di Torre del Lago, cosi carica di incanti paesaggistici, come di suggestioni artistiche: aleggiano ancora, nell’aria le palpitanti, indimenticabili presenze del sommo Giacomo Puccini e della “Allegra brigata” di artisti un po’ vageri e un po’ bohémiens, i cui più giovani esponenti frequentò suo padre.
Cosi, ecco che sulla tela a Lanfranco Orlandi sembrano “scoppiargli” le immagini, le figure, e si sente che per lui dipingere è un atto d’amore, un bisogno impellente dell’animo e del corpo, tanto il suo mondo gli urla, gli urge dentro fino a che non viene alla luce per la sua e per la-nostra gioia. Sì, perché quella di Lanfranco Orlandi è una pittura gioiosa, calda, sensuale e “plastica” (ecco un altro segno peculiare dell’artista!), plastica perché gli riesce come pochi a dare spessore quasi tridimensionale alle persone, alle cose grazie all’ estrema nitidezza dei contorni, come alla magia dei suoi colori, tutti attraversati da un pregnante, significativo gioco di luci e di ombre.
Ne scaturisce una rappresentazione naturalistica, veristica percorsa da vibrazioni affettive, che ci fa sentire quasi il respiro delle persone, la fragranza, l’odore, il sapore dei frutti, il profumo delle campagne, il mormorio delle acque, la calura o la trasparenza dei cieli. E la natura che predilige Lanfranco Orlandi è quella estiva che sparge a piene mani gioia di vivere, luce, calore e colore, perché egli è un pittore solare, non amante delle mezze misure, dei compromessi: nella vita come nell’arte.
Un pittore dunque che segue la sua via acceso da un “sacro” entusiasmo, ereditato dal padre, per l’arte figurativa, capace di creare una pittura istintiva e originale, personale, perché, anche le sue “copie” di autori famosi, finiscono, pur nel rispetto globale delle rappresentazioni, per essere sue creature, rifacimenti personalizzati: troppo riconoscibile essendo il nitore del suo timbro figurativo e delle tessiture cromatiche, troppo difficile per lui spogliarsi del “suo” modo di percepire e di raffigurare. Così le persone, la natura, gli oggetti finiscono per emergere plasticamente, per “balzar fuori” dalle tele, per essere avvolti da atmosfere serene e serenizzanti, per comunicarci le solite gradevolezze estetiche.
Un pittore il Lanfranco Orlandi che, pur avendo ben presenti le lezioni dei nostri primitivi, di Caravaggio, dei Fiamminghi cui lo lega una sintonia descrittivo-narrativa, ha trovato un suo stile, una sua personale e valida connotazione artistica nella purezza delle linee, nell’armonica plasticità delle forme, nel nitore dei cromatismi.”
Manrico Testi
Opere di Lanfranco Orlandi si ritrovano nella chiesa parrocchiale di Torre del Lago (decorazioni e pitture murali, l'olio su tavola "L'ultima cena"), nelle chiese di S.Pietro, di S. Marco, e dei frati cappuccini sempre di Torre del Lago ; nelle collezioni private in Italia e all'Estero.
http://xoomer.alice.it/lanfranco.orlandi.pittore/Home.html
http://aleorlandi.blogspot.com/
lan.orlandi@virgilio.it
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